Alberto Patrucco, da Zelig alle chanson di Brassens
Il popolare comico debutta discograficamente con "Chi non la pensa come noi"
Pubblicato il 17/11/08in World, RSS|
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Per chi è abituato ai suoi caustici monologhi satirici, improntati alla tesi del “pessimismo comico”, più volte presentati a Zelig e al Colorado Café, sarà una bella sorpresa scoprirlo anche raffinato musicista, con un album uscito da poco dal titolo Chi non la pensa come noi, suo disco d’esordio, nel quale il comico interpreta Georges Brassens, uno dei più amati cantautori francesi, con dodici versioni inedite (in italiano) e preservate nei loro contenuti da una traduzione accurata dello stesso Patrucco con Sergio Secondiano Sacchi che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività, col consenso degli eredi di Brassens.
Ed effettivamente Alberto Patrucco, milanese, 51 anni, si è inizialmente avvicinato al mondo artistico attraverso la musica, suonando il pianoforte (dall’età di nove anni) e innamorandosi, poi, della chitarra, strumento più agile e teatrale. Questa formazione, la conoscenza del ritmo e della musicalità, avrà un peso determinante nella costruzione del suo modo di fare teatro e dei suoi monologhi.
In Chi non la pensa come noi hanno suonato più di trenta artisti tra cui Giorgio Conte, Mimmo Locasciulli, Mauro Pagani e Lino Patruno; Daniele Caldarini è l'autore degli arrangiamenti musicali dell’intera produzione.
Con questo disco Patrucco è di recente stato ospite del Premio Tenco e da gennaio sarà in turnée.








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