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Mario Biondi, voce di One Life, documentario kolossal BBC

Il film sarà nelle sale il 19 e 21 novembre. Intervista con il cantante siciliano

La sua voce è sicuramente tra le più riconoscibili ed apprezzate del panorama musicale italiano. Ma da qualche tempo anche il cinema gliela chiede in prestito. E così, dopo aver doppiato un paio di cartoon Disney di enorme successo, Mario Biondi è ora la voce narrante di One Life, documentario 'kolossal' di BBC Earth Films, impressionante affresco sulla vita animale, frutto di oltre 10.000 ore di riprese, realizzato con tecnologiche all’avanguardia e tecniche cinematografiche inedite. Il docu-film sarà nei cinema per due sole giornate-evento, il 19 e il 21 novembre.
Mario Biondi ci ha raccontato di questa esperienza e ci ha anticipato qualcosa dei suoi impegni futuri...

Cosa ti ha attratto magiormente in questo progetto molto sfidante, soprattutto in relazione a un pubblico come quello italiano, non propriamente abituato alla fruizione di documentari, tantomeno al cinema?
Sicuramente è un esperimento molto coraggioso. La casa di produzione che l'ha realizzato, la BBC Earth, si occupa di questo genere di documentari da tanti anni il che già la dice lunga. Questo film, in particolare, è davvero un kolossal: ha comportato 5 anni di riprese, un dispiegamento di forze incredibile. Sono riusciti a filmare cose invisibili a occhio umano. Cose di una bellezza assoluta. Dettagli infinitesimi. E io che adoro i dettagli mi sono appassionato immediatamente a questo film.

La BBC torna nella tua vita, se è vero – come dicono le sue note biografiche – che la tua carriera è decollata grazie a un DJ della BBC1 (Norman Jay) che innamoratosi si This is what you are l’ha lanciata in Uk e Europa...
Confermo assolutamente. Norman Jay e Gilles Peterson, un altro DJ della BBC, hanno contribuito molto alla mia diffusione inglese, che mi sta dando grandi frutti... La BBC quindi torna nella mia vita, in una veste nuova.

Hai già avuto significative esperienze di doppiaggio: Rapunzel (voce del brigante Uncino); Rio (voce del pappagallo Miguel); ora questo documentario. Lo consideri un divertimento, una passione o una ‘diversificazione degli investimenti’ che di questi tempi non si sa mai?
Ovviamente ho sempre investito su me stesso, come persona, e sulla mia vocalità. Sono lusingato di essere stato chiamato a fare quello che, a tutti gli effetti, è un altro mestiere rispetto al mio. Un mestiere che in Italia ha una grande tradizione. Io sono molto amico di grandi doppiatori come Tonino Accola, Pino Insegno, Marco Guadagno, Alessandro Rossi. Tutti bravissimi, voci meravigliose. Ogni tanto vado a trovarli in studio e a fianco a loro mi senti una nullità perché, voce a parte, c'è un bagaglio di professionalità davvero grande. Io faccio del mio meglio. Magari crescerò. E, perché no, andasse male con la musica, potrebbere diventare un back up.

Com’è accaduto che la prima volta ti chiedessero di doppiare?
Tutto ha avuto inizio con la Disney, di cui una persona mi propose di cantare un remake di 2 brani per i contenuti speciali del DVD degli Aristogatti. Da lì mi hanno sentito parlare in sala prove e fare scherzi... io sono un giocherellone... loro se ne sono accorti e hanno preso la palla al balzo. Quindi ci sono stati i due cartoon, e adesso quest'ultimo impegno con il documentario, che è stato più impegnativo e difficile.

Se ti offrissero un giorno di doppiare un personaggio reale, poniamo una star di Hollywood... Per quale attore riterrestie adatta la tua voce?
Ho due attori che adoro: Robin Willims e Tim Roth. Se però devo considerare la mia mia voce e qualcuno cui sia adatta, allora direi Sylvester Stallone.

Nella versione originale inglese del documentario, la voce è dell’attuale 007, Daniel Craig. Ti piace? Hai visto il tuo omologo nel recente film di James Bond?
Io non l'ho ancora visto. I miei figli però sì, e mi hanno detto che è molto bello. Quindi voglio andare assolutamente. Sono curioso. Lui, poi, mi piace, è un bel personaggio, molto interessante.

Torniamo a casa nostra. Si è fatto il tuo nome per una partecipazione in concorso a Sanremo. Cosa c’è di vero? C’è stato un invito? Ci sono trattative?
Non riesco a dirti molto. Tutto è ancora in fase embrionale. Se ne è parlato. Sinceramente io ora sto lavorando al disco nuovo, stiamo finendo il missaggio a Londra. Se le mie idee si combinano con quelle di Fabio Fazio e del suo staff, perché no. Ma è prematuro. Non vorrei essere smentito domani. Comunque sì, se ne è parlato. Certo, se vado si arrebbierà il mio conterraneo Pippo Baudo perché non sono mai andato ad un'edizione condotta da lui...

Quali sono i prossimi impegni musicali di Mario Biondi? Il prossimo disco per quando?
Nei prossimi giorni abbiamo dei live, sold out, al Ronnie Scott's (Jazz club, n.d.r.) di Londra, dove approfitterò per finire il disco nuovo in uscita presto. Poi comincio a prepararmi per la prossima tournée. 

 

Pubblicato il 19/11/12 in Soul/R&B, RSS| TAGS: mario biondi, one life, bbc earth, biondi sanremo

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