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Shakira: "Come la lupa oggi sono più donna e più libera"
Intervista con la superstar colombiana in occasione dell'uscita del suo nuovo album, She Wolf
Pubblicato il 01/10/09in Pop, RSS|
TESTI
Era da Oral fixation vol. 2 del 2005 che Shakira non usciva con un nuovo album tutto intero. Certo, in questo periodo è riuscita comunque a mettere in fila una serie di collaborazioni da Grammy Awards, come quella con Beyoncé (Beautiful Liar) e Miguel Bosé (Si tù no vuelves), ma l'attesa per questo nuovo album era grande e la curiosità pure. E così l'incontro stampa per la presentazione italiana di She Wolf è quasi un happening... Lei arriva con quasi un'ora di ritardo ma è talmente minuta, sorridente, graziosa e garbata (parlicchia anche un po' di italiano, ma preferisce condurre le interviste in spagnolo e inglese) che le si perdona tutto.
Iniziamo con il parlare di questa sua passione per gli animali nei titoli di suoi lavori: la lupa in questo album, la mangusta nel tour del 2001-2002....
In realtà è una coincidenza. Il significato dietro la lupa ha a che fare con il modo in cui mi sento ora: più donna, più a mio agio con il femminino, più istintiva, primitiva anche, ma liberata, padrona di me stessa e della mia vita, pronta a difendere ciò cui tengo, come un animale. Una donna che sa ciò che vuole.
La mangusta lottava e vinceva contro il serpente. La lupa, invece?
La battaglia principale è contro le limitazioni imposte dalla società. Ora ho una migliore comprensione di me, degli altri, della vita in genere. Ma il fatto è che noi passiamo un sacco di tempo a costruire gabbie. La lupa vuole liberarsi dalle gabbie, dai pregiudizi, dalle limitazioni. Si ha sempre un concetto idealizzato di libertà: ci scriviamo sopra inni nazionali, canzoni, poesie. Ma quella vera non è così a portata. Crescendo, la mia mente si è aperta e c'è un desiderio, un'esigenza di liberazione dalle limitazioni imposte dalla cultura.
A queste riflessioni è giunta anche a seguito di esperienze personali, oltre che professionali?
Sì certo. Tutto ciò ha a che fare con quel che sono ora, come sento il mondo. Sono molto più vicina alle donne adesso, alle loro lotte, alle loro difficoltà. Solidarizzo con loro. Nel passato se mi chiedevano se ero femminista mi affrettavo a rispondere: "No! No! No!" Ora penso che fosse sbagliato. Questo album è scritto con una prospettiva molto femminile. Noi donne abbiamo così tante aspettative da soddisfare: essere brave figlie, brave lavoratrici, ma allo stesso tempo essere sempre belle, brave compagne, brave madri. Sento molto questa pressione sulla mia pelle. La pressione di essere una donna intrappolata in una gabbia. Magari una gabbia dorata, come nel video di She Wolf...
Questo video sembra piuttosto un inno alla liberazione sessuale. E' una giusta interpretazione?
Il video rappresenta una donna che vuole liberarsi ma non da un punto di vista sessuale. Non solo perlomeno. Si tratta di una liberazione più generale, intellettiva, culturale; anche dalle gabbie che noi stessi ci costruiamo, laddove la gabbia è una metafora. L'essere repressi è il cancro della nostra società.














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