Si ititola La Notte il brano che Arisa porta al 62° Festival di Sanremo. La canzone - come dicono le relative note stampa - "descrive il doloroso e intricato turbinio di emozioni vissute alla fine di un amore, emozioni che riempiono i pensieri di una donna da sola durante una lunga notte".
Il pezzo fa da prologo all'uscita del nuovo album della cantante lucana - Amami - il terzo, che, sin dalla copertina (in cui ci si prospetta un'Arisa senza gli ormai iconici occhiali e rossetto rosso), rappresenta il grande cambiamento attraversato dalla giovane cantante nell'ultimo paio d'anni dai quali ha avuto grandi soddisfazioni - soprattutto professionali - ma anche un grande dolore privato. Arisa ce ne ha parlato alla vigilia della partenza per Sanremo. E lo ha fatto, come sua consuetudine, con grande... sincerità.
"Il cambiamento, il passaggio rappresentati nella copertina non rinnegano quello che sono stata prima. Non è vero che l'Arisa con gli occhialoni di Sincerità non c'è più. Però ho voluto puntare una luce su quella parte di me più intima e introspettiva. E poiché è questa la parte che ha bisogno di una esposizione, vado a Sanremo. Perché questo è un progetto che merita di varcare le soglie dell'Ariston. A Sanremo si va quando non si ha paura del lavoro fatto".
Parlaci de La Notte.
La Notte rappresenta alcuni momenti che ho vissuto in questi ultimi anni. Parla di tristezza e solitudine che però fanno brillare una speranza. E' un brano che vivo come un grande pianto, di quelli che ti scuotono fino a farti vomitare l'anima. Ma dopo i quali ci si sente liberati e si ricomincia.
Il pubblico di Sanremo è abituato ad ascoltarti in pezzi allegri, ottimisti. Con questa canzone spiazzerai qualcuno. Non hai paura che l'audience sanremese non ti capisca?
Sono arrivata ad un punto della mia seppur breve carriera, in cui posso permettermi di vivere di altro. Perciò con la musica non voglio compromessi. Sono orgogliosa di questo lavoro. E che un grande come Pagani abbia accettato di lavorare con me. E' una bella soddisfazione. Diciamo che con questo disco mi sono riappropriata di me stessa.
I sentimenti e le sensazioni de La Notte ritornano nell'album...
Ho avuto difficoltà a registrare questo disco perché racconta principalmente l'avvenimento più importante per me in questi ultimi anni, cioè la perdita del mio amore più grande. E ho voluto che fosse porprio lui a scrivere la maggior parte delle canzoni, perché mi volevo emozionare. Ora me lo voglio permettere. Ci sono state delle lunghe pause durante le registrazioni, perché non ce la facevo... E ringrazio Mauro Pagani e la sua grande pazienza. Però sono soddisfatta e felice di mettermi a nudo completamente.
Come mai hai voluto far scrivere la canzioni proprio a lui che è stato co-protagonista della storia?
Io mi sono innamorata solo una volta nella vita. La nostra storia è finita... come la fiamma di una candela, che si affievolisce piano piano. L'abbiamo vissuta entrambi nello stesso modo. Ci siamo chiesti cosa stava succedendo. Abbiamo parlato molto. E le canzoni sono frutto di una profonda conoscenza, di protezione nei miei confronti. Chi meglio di lui poteva farmi cantare cose che conosco? E io voglio cantare cose che conosco, sennò non sono credibile. Noi siamo rimasti molto amici. Lui ha un'altra donna ora, ma siamo consapevoli di aver avuto una cosa unica e bellissima.
E dopo sanremo che succede? Andrai in tour?
Sì, un tour teatrale che parte il 17 aprile dallo Smeraldo di Milano. E se avrà buoni esiti, il mio sogno è di approdare al Teatro Greco di Taormina. Ma prima tanta promozione.
Hai detto che vivere delusioni serie ti ha reso piu coraggiosa e ti ha rafforzato. Ma non parlavi solo di delusioni d'amore...
No, anche lavorative. Io ho iniziato questo mestiere con purezza, da artista. E continuo tuttora. All'inizio non c'era nessuno a proteggermi dal punto di vista manageriale. Io ero solo la faccia di un progetto di cui non capivo molto. Un artista è spesso circondato di persone che salgono sul carro del vincitore senza in realtà curarsi minimamente di lui. Ho avuto grandi delusioni umane e fortissime perdite economiche. Ho fatto enormi sacrifici per arrivare al mio primo Sanremo. E poco dopo ho creduto e temuto fosse tutto finito. La mia salvezza è stata Victoria Cabello.
In che modo?
Nel 2009 mi ha chiamata a lavorare con lei, dopo un'ospitata nel suo show. Ha creduto nel mio potenziale e non ha voluto che mi si sottovalutasse. Vicky ci vede lungo, più degli altri. E' una profondamente leale, con grande rispetto del prossimo, soprattutto nel lavoro. Con lei mi sono sentita tutelata e rispettata in ogni aspetto. Mi ha aiutata in tutto.
Tornando a Sanremo, ci racconti dei duetti?
Ne caso di José Feliciano, ospite e canzone (Che sarà) sono stati scelti dalla direzione artistica del festival. E io ho accettato di buon grado. Ne sono contenta. Io, per un fatto semplicemete anagrafico, non avrei mai pensato a un personaggio come lui, ma piuttosto a... Chris Martin del Coldplay... Per quanto riguarda invece il duetto con Giovanardi, io e Mauro cantiamo spessissimo insieme, ogni volta che ci ritroviamo. Senza telecamere, per diletto. Le notre due voci formano una commistione magica, molto popolare, alla Rugantino...
Che effetto ti ha fatto vedere Baldini-Ariso nello show di Fiorello?
Come sempre mi sono molto divertita. Lui è stato molto carino. E' sempre interessante vedere come ti vedono gli altri. Fiorello mi ha chiamata per chiedermi se mi era piaciuto e mi ha detto: 'vorrei che la gente potesse vedere il tuo candore. E' quello che ho voluto rappresentare'.
Continuerai col cinema?
Per ora ho avuto due ruoli (in Tutta colpa della musica, di Ricky Tognazzi e in La peggior settimana della mia vita di A. Genovesi, n.d.r.) ed è stato difficile per me, perchè non sono un'attrice. Anche se gli altri intorno a me mi dicevano che stavo andando bene. Vorrei fare di più, contiunuare, apprendere facendo. E non rappresentare sempre me stessa.
Altri porgetti extra musicali?
Mi piacerebbe scrivere un altro libro (Arisa ha da poco pubblicato Il paradiso non è un granché (storia di un motivetto orecchiabile) - ed. Mondadori). Penso sempre di non farcela a fare le cose. Ma poi ce la faccio. Ho scritto un paio di paginette che ho intitolato Il mio talent. E se Dio vuole rifarò X Factor. Se me lo chiedono accetterò volentieri perché è stata una bella esperienza. Mi ha dato tanta forza di combattere. Un anno fa avrei mai potuto rispondere con tanta diglità alla Ventura? O a Morgan? Che per dispetto mi parlava sopra mentre facevo le presentazioni, mandandomi in bestia. Quante gliene ho dette, anche nei camerini! Che poi lui nella realtà è una persona di una fragilità e di una bontà rare. Io all'inizio mi ero pure presa una cotta per lui. Ma ora lo lascio a Jessica.
Marinella Mola