Poco impegno sociale, tanto amore in tutte le sue accezioni e un pizzico di stravaganza nel "pallone" di Samuele Bersani che deve mantenere la calma per non sentirsi un pallone perso.
Amore dicevamo: muto quello di Chiara Civello dove le parole non parlano Più perchè adesso Al posto del mondo ci sei tu, lacerante quello di Arisa, perché è un dolore che sale che sale e fa male Ora è allo stomaco fegato vomito fingo ma c’è, che suona come un appello disperato a una certa Nanì, da parte di Pierdavide Carone in coppia con Lucio Dalla.
Nella bellezza furiosa e fragile cantata da Francesco Renga si colgono i tratti dell'amata Ambra, mentre una Nina Zilli abbandonata dall'amato è pronta a infischiarsene dell'orgoglio perché in amore è un limite che sazia solo per un istante e poi torna la fame, o come meglio diceva il nostro Vasco ne ha rovinati più lui che il petrolio...
Voce grintosa e fuori dal coro quella della superfavorita Emma che si misura direttamente con l'Inferno fatto di salari che non bastano, sogni infranti e paese che va a rotoli. Giusto il vecchio Finardi le fa da seconda voce tirando in ballo Dio con una canzone sul dolore esistenziale. Ma è il pout-purri firmato D'Alessio/Bertè a lasciarci "senza fiato" a furia di rime baciate e luoghi stra-comuni: siamo sole e temporale sarò vento che il tuo fuoco accenderà.
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